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Mar 26

Presentazione di Bottecchia, il fumetto

Posted on martedì, marzo 26, 2013 in eventi

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Mar 25

15 Ottobre 2011 – 4 Aprile 2013

Posted on lunedì, marzo 25, 2013 in eventi

GENOVA ORE 17 PIAZZA FOSSATELLO

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Mar 25

Earthlings e vegan buffet

Posted on lunedì, marzo 25, 2013 in eventi

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Mar 13

Venerdì? Balkan fest!

Posted on mercoledì, marzo 13, 2013 in eventi

BALCANFEST

Mar 11

Il Ciclocinema di Marzo

Posted on lunedì, marzo 11, 2013 in eventi

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Mar 10

InculArte – bando di satira contro la repressione

Posted on domenica, marzo 10, 2013 in eventi, primo piano

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Bando del concorso:

InculArTe – Occhio vivo e mani alle penne

Un mostro si aggira in città! Nascosto al buio negli antri della burocrazia e del potere, si nutre della nostra libertà, ci risucchia e ci spreme con i suoi tentacoli . Per alcuni è solo una leggenda, ma anni di testimonianze raccolte ci dimostrano il contrario. Ed Egli disse : << …e il suo nome sarà “Repressione”!!>> <<Oh anima del purgatorio>>

Dagli spaventosi racconti dei sopravvissuti comprendiamo la sua enorme capacità di assalire il dissenso. Chiunque potrebbe essere il prossimo!

Con il presente bando vogliamo ,innanzitutto, render note all’intera popolazione l’esistenza e la pericolosità di questo mostro.  Unitevi a noi per sconfiggerlo, partecipando in questa occasione con materiale artistico di vario genere, nella forma divertente e riflessiva della satira.

Soggetto promotore e finalità del concorso

Il soggetto promotore è OCCHIO VIVO che diffonde notizie sulla Repressione e sui suoi mezzi. Difatti, fidi e tentacolari servi impersonati da ambigui e noti personaggi di magistratura e polizia scivolano ininterrottamente sulla loro viscosa bava per le città, braccando e cacciando chi si ribella al loro putrido olezzo.

Con il presente bando viene indetto il concorso “InculArTe – Occhio vivo e mani alle penne”.

Questa prima edizione del concorso si propone di offrire a molti artisti la possibilità di prendersi gioco del grottesco mondo della Repressione e dei suoi mezzi. Desideriamo quindi incoraggiare l’estro dei liberi amanti dell’arte su un vasto tema quale è la Repressione, in ogni sua forma, e sullo sgherro a noi più caro…rullo di tamburi…Don PM Vincenzo Scolastico, per i suoi esilaranti trascorsi e l’attuale cautelare interessamento con cui ha lusingato i dissidenti genovesi.

Partecipazione

-Possono partecipare artisti e non di tutte le età,  singoli o in gruppo, con opere di qualsiasi natura legate ai temi sopra indicati.

-Le opere verranno accettate a condizione che abbiano come obiettivo: seppellire la Piovra Repressione con una risata!

-Non verranno premiati gli artisti ma i loro frutti.

-Si consiglia, per evitare eventuali futuri scherzi dei detrattori, l’uso di pseudonimi.

Termini e modalità di partecipazione

Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 10 del mese d’aprile,  possono essere consegnati di persona tutti i giorni feriali (Sabato escluso) dalle 18.30 alle 20 presso la Casa occupata di Vico Superiore di Pellicceria 1, o il Centro di Documentazione Il Grimaldello di via della Maddalena 81r, per via telematica all’ indirizzo occhiovivo@autoproduzioni.net, per via aerea o per via sotterranea.

Esito del concorso e Premi

Ad Aprile, durante la grande Festa Contro la Repressione in Val Polcevera, verrà premiata l’opera più rappresentativa dalla nostra super giuria. Tutti i concorrenti vedranno comunque esposto in quell’occasione il loro materiale, nonché saranno premiati con la pubblicazione delle loro opere in una rivista auto-prodotta, diffusione on-line e affissione muraria, a carico degli organizzatori.

 

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scolasticoAllegato 1

Don Vincenzo, Baciamo le Mani!

Magistrati omertosi e immobilismo giudiziario contraddistinguono la Procura e la Direzione Distrettuale Antimafia del pm Vincenzo Scolastico a Savona, prima di esserne allontanato.

Con Vincenzo Scolastico a capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Savona l’asse ‘Ndrangheta-Cosa Nostra” era totalmente libera di gestire tutto il territorio ligure. La DDA di Genova, stranamente, non ha mai avviato nessun provvedimento, né perquisizione, né sequestro a carico dei soggetti coinvolti in attività criminali di stampo mafioso, che agivano nel territorio ligure, indicati dalle Procure di Sanremo, Milano, Torino e Reggio Calabria. Dalla DDA il silenzio.

“In particolare l’allontanamento di Scolastico sarebbe legato all’inchiesta sul presunto complotto organizzato dall’imprenditore Gino Mamone che avrebbe tentato di corrompere il presidente dell’Associazione magistrati in Liguria, Francesco Pinto. A gestire quel fascicolo era stato appunto Scolastico e Pinto ne fu tenuto inizialmente all’oscuro. Carte scottanti rimaste a lungo sulla scrivania di Scolastico, all’insaputa del collega, che hanno finito per generare dissapori” (Genova24.it).

Allontanato non Cacciato

Così ad oggi, Vincenzo Scolastico lo ritroviamo riciclato a Genova con l’intento di coordinare un pool di magistrati che con lui si occupano a tempo pieno di criminalità organizzata, di ordine pubblico e di repressione politica. Con particolare attenzione sembra dedicarsi ad un gruppo variegato di persone che nell’ultimi anni ha occupato case e spazi sfitti nel Centro Storico del capoluogo, cercando di dare il proprio contributo alle contestazioni degli studenti, dei lavoratori e alle lotte per la difesa del territorio.

Don Vincenzo ha adesso il compito, in evidente coerenza coi suoi trascorsi, di dirottare le attenzioni e le energie di altri magistrati della procura per seguire le lotte di chi cerca realmente di sanare le necrosi create dagli apparati di Stato.

Certo è più semplice approfittare dei media e dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica verso l’evidente fenomeno di conflitto e tensione sociale che verso qualcosa di più “sommerso” e invischiato col potere istituzionale.

Equiparando il conflitto sociale alla criminalità organizzata e attribuendo al dissenso politico le caratteristiche di un sodalizio delinquenziale, continua ad oggi da parte di Scolastico e del suo pool l’accanimento su una ristretta lista di “nomi noti”, intesi come capro espiatorio, che col tempo sembra destinata ad accrescersi. Nell’uso sistematico di forme di limitazione delle libertà individuali, decontestualizzando episodi e gesti e proponendoli al vaglio di codici che nella maggior parte dei casi sono di origine e datazione fascista (Codice Rocco), appare invece sempre più un attacco inteso a colpire e “rieducare”, più che gli atti in sé, il pensiero dissidente.

Fonti: www.casadellalegalità.info, www.francescozanardi.org, www.ilsecoloxix.it., www.genova24.it.

 

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Allegato 2

Tessiamo una rete contro la repressione

La prima apparizione pubblica a Genova del neo redento pm Scolastico, nelle vesti del boia reazionario, l’abbiamo nel 2010 in occasione del rinato movimento studentesco, culminato con la “sommossa” del 14 dicembre romano. In quell’occasione, in seguito ad una serie di manifestazioni concluse con cariche delle Forze dell’Ordine ai danni di un movimento radicalizzato nelle pratiche antiautoritarie, compariva sulle veline giornalistiche come paladino dell’Ordine e futuro persecutore di certe dannose e crescenti infiltrazioni di “stampo anarchico” nelle manifestazioni politiche.

Da quei giorni sono successe molte cose. Di sicuro nel giro di due anni si sono potuti vedere i frutti delle sue attenzioni preponderanti su questa galassia di giovani e meno giovani. Dal 2012 inizia a stringersi la maglia della repressione su alcuni “noti agitatori” genovesi. Tanto per cominciare, vengono introdotte per cinque compagni misure cautelari consistenti in obblighi di firma e/o obblighi di dimora notturna e nel comune di Genova. Tre di questi accusati della partecipazione agli scontri sotto la Prefettura nel 2011, al fianco degli operai di Fincantieri, in difesa del loro posto di lavoro; gli altri due accusati di essersi opposti ad un controllo da parte di una ronda di carabinieri e alpini. In realtà per tutti e cinque i reati contestati si dimostreranno presto un pretesto per punire una condotta più generale di vita, un pensiero politico dissidente. Guarda caso in quei mesi l’occupazione del palazzo in via dei Giustiniani 19 aveva ridato slancio all’autogestione e alle lotte per la casa, anche a Genova come contemporaneamente nel resto d’Italia. Inoltre i primi mesi del 2012 avevano segnato la generalizzazione a Genova, come in molte altre città, della lotta contro il TAV.

Dunque era comprensibile fin da subito l’intento della Procura di colpire pochi per educare molti. Inizialmente con un basso profilo che non ha destato l’allerta adeguata, nonostante la pericolosità dell’escamotage che ha introdotto una sorta di DASPO anche per le manifestazioni politiche. Con questo Genova è sembrata un vero e proprio banco di prova per tagliare le gambe in silenzio alle rinvigorite movimentazioni in Italia contro crisi, austerità e grandi opere. Scolastico rispondeva così agli appelli dei Ministri degli Interni, Maroni prima Cancellieri poi, dribblando gli appunti della magistratura sull’anticostituzionalità di un simile provvedimento. Da una parte questo para-Daspo ha permesso di tenere lontani i compagni sotto misura cautelare, un po’ come gli ultras degli stadi, da alcune manifestazioni ritenute “a rischio incidenti”, spostandogli le firme nel medesimo lasso temporale del corteo. D’altra parte le misure repressive stesse, con la connessa minaccia di inasprimento se ritenute insufficienti, volevano bastare come deterrente per recuperare un certo stile di vita considerato delinquenziale. Questo sarà chiaro a fine anno con gli arresti, intesi come aggravamento della custodia cautelare, conseguenti allo sgombero della casa occupata.

Quattro dei cinque vengono arrestati per la vivace, naturale, nonché limitata, reazione alla chiusura forzata con lamiere del palazzo che aveva visto intrecciarsi le loro lotte e le loro vite. Sedici giorni di domiciliari per loro, più l’aggiunta di altri sette nomi agli obblighi di firma. Il riesame in Tribunale sancirà in breve la loro scarcerazione e il proscioglimento dalle misure per altri tre. Ma non finisce qua. Mentre sette di loro continuano a firmare, anche due volte al giorno, e il grosso dei loro averi continua ad essere sotto sequestro nel palazzo, il don Pm ricorre il 19 Marzo 2013 alla Cassazione romana e all’avvio, in tempi record per la burocrazia italiana, di vari altri processi, di cui alcuni contro il movimento studentesco del 2010.

Gli esempi appena citati sono solo alcuni tasselli di un elenco di provvedimenti nei confronti di questa galassia genovese, definita con pressappochismo area anarco-insurrezionalista. Da non dimenticare la lunga trafila di Avvisi Orali per la Sorveglianza Speciale inaugurata nel 2009, e legittimata dal vigente Codice Rocco di mussoliniana memoria; la raffica di Fogli di via e arresti contro l’opposizione al TAV ordinata nell’ultimo anno dal pm “democratico”, nonché cosiddetta “toga rossa”, Caselli; gli arresti con accusa di Devastazione e Saccheggio per il 15 ottobre romano, e l’arresto del redattore di un blog sulle campagne di solidarietà ai prigionieri. Che dire, sembra arrivata l’ora di resistere, di stringere i denti e organizzarci insieme contro la piovra Repressione. Domani potrebbe toccare ad uno di voi. Stiamo agitati.

 

PDF _ leggi, stampa, diffondi:  Bando – InculArte – Allegato1 – InculArteAllegato2 – InculArte

 

InculArTe – Occhio vivo e mani alle penne

occhiovivo@autoproduzioni.net * info: giustiniani19.noblogs.org

Mar 10

Incontro e dibattito sul movimento studentesco cileno

Posted on domenica, marzo 10, 2013 in eventi

chile

Mar 8

La terra non si espropria

Posted on venerdì, marzo 8, 2013 in eventi

valverde espropri

Mar 7

Dax: presentazione a Genova, corteo a Milano

Posted on giovedì, marzo 7, 2013 in eventi

 

dax viveDAX: 10 ANNI SENZA TE * 10 ANNI CON TE

Dieci anni fa Davide “Dax” Cesare veniva ucciso a Milano per mano fascista, colpito da 12 coltellate perché compagno attivo nelle lotte per la casa e militante dell’O.R.So (Officina di Resistenza Sociale) e i solidali e amici accorsi all’ospedale San Paolo venivano caricati a freddo e con ferocia dalla polizia. A dieci anni da quella che è stata chiamata la “notte nera di Milano”, i compagni e le compagne di Dax hanno costruito assieme al movimento milanese 3 giornate di dibattiti e iniziative su antifascismo, lotta per la casa, antirazzismo, palestre popolari per il 15, 16 e 17 marzo.

GENOVA venerdì 8 MARZO 2013
ORE 18 PRESENTAZIONE
DELLA TRE GIORNI MILANESE
E PROIEZIONE DEL VIDEO
“Viva Dax libero e ribelle”
+ APERITIVO MUSICALE DI AUTOFINANZIAMENTO
@ casa occupata di Pellicceria 1
X INFO http://giustiniani19.noblogs.org/post/2013/03/07/849/

MILANO 15,16,17 MARZO 2013
tre giorni di controinformazione, lotta, sport popolare
sabato 16 MARZO 2013 manifestazione nazionale antifascista e anticapitalista
ORE 15 piazza24marzo
X INFO daxvive.info

Mar 1

2 Marzo Anonima Coristi on the road

Posted on venerdì, marzo 1, 2013 in eventi

volantino coro pinerolo

Mar 1

PRECISAZIONI E SOLIDARIETA’

Posted on venerdì, marzo 1, 2013 in comunicati

Mercoledì 27 febbraio si terrà a Trento il processo contro gli anarchici trentini accusati di associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Nessuna prova sui fatti specifici contestati, ma generiche accuse di aver compiuto azioni illegali e di aver organizzato e animato le lotte sociali contro il progetto TAV e la base di Mattarello. Ingenti risorse economiche investite e anni di indagine con pedinamenti e intercettazioni, coordinati dalla procura di Trento, per un inchiesta che da subito si è rivelata debole. Tra le accuse più assurde che vengono mosse agli attivisti trentini vi è quella di aver organizzato e diretto gli scontri avvenuti il 3 luglio 2011 in val di Susa tra migliaia di attivisti NO TAV e le forze di polizia durante l’assedio al cantiere della Maddalena di Chiomonte.

In merito, il Movimento NO TAV al fine di consegnare alla storia quella che è stata la realtà dei fatti ci tiene a precisare quanto segue:

-la giornata del 3 luglio è stata un espressione della rabbia e indignazione popolare valsusina per la pesante aggressione subita dal territorio della valle e dalla sua gente con lo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena e l’installazione del cantiere TAV

-le migliaia di persone protagoniste dell’assedio hanno risposto alle violenze della polizia che quel giorno ha lanciato più di quattromila proiettili di gas lacrimogeno CS, anche ad altezza uomo -numerosi gli attivisti accorsi da ogni parte d’Italia quel giorno per sostenere le istanze, ormai ventennali, del movimento valsusino e per solidarizzare con la popolazione sotto attacco

-il Movimento NO TAV non ha capi né gregari, ma si avvale della disponibilità e della volontà di tutti coloro che hanno deciso da che parte stare e che lottano per impedire la distruzione dei territori in nome del profitto

-le azioni di disturbo al cantiere di Chiomonte sono proseguite nei mesi dopo il 3 luglio e continuano tutt’oggi e, a sottolineare l’illegalità e l’illegittimità di quei lavori, ci sono anche gli innumerevoli esposti prodotti dai legali del movimento

-per i fatti del 3 luglio è in corso a Torino un processo che riguarda 52 persone, e che si configura come un vero e proprio attacco politico al movimento che da anni si batte contro la costruzione dell’inutile nuova ferrovia Torino-Lione.

Esprimiamo solidarietà e vicinanza a tutti coloro che sono colpiti da inchieste della magistratura per aver lottato insieme a noi contro il devastante progetto TAV.

L’assemblea dei comitati NO TAV Valle di Susa, 24 febbraio 2013

http://www.notav.info/senza-categoria/precisazioni-e-solidarieta/