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Mar 18

Sorvegliarci è impossibile!!

Posted on martedì, marzo 18, 2014 in comunicati

sorvegliarciOggi, lunedì 17 marzo, su richiesta del procuratore Vincenzo Scolastico, della Digos e carabinieri di Genova, si è tenuta l’udienza presso il Tribunale di sorveglianza per il provvedimento di sorveglianza speciale (articolo 1) a carico di un compagno e una compagna genovesi. La richiesta sottolinea la necessità di applicazione anche dell’obbligo di dimora a Genova per tre anni, in aggiunta alle “normali” restrizioni della libertà già previste dall’articolo.

Mentre il collegio si è riservato di decidere, fuori dal tribunale si è radunata una presenza solidale ai due compagni, particolarmente attivi nelle lotte di opposizione all’Alta Velocità e al Terzo Valico.

“Sorvegliarci è impossibile! Le lotte non si fermano” è quanto recitava lo striscione del presidio.

Nel frattempo, approfittando della pausa pranzo degli operai del neo cantiere di Trasta, in Val Polcevera (nel terreno espropriato solo la settimana scorsa), decine di metri di recinzione sono stati divelti.

Le lotte non si fermano, appunto!

Solidarietà a Mattia e Sofia.

Dic 13

Domenica 15 dicembre – Presidio antirazzista e solidale

Posted on venerdì, dicembre 13, 2013 in comunicati

Domenica 15 dicembre alle ore 15

in piazzetta Jacopo da Varagine (Poste di Caricamento)

Presidio antirazzista e solidale

Fuori i razzisti dalle città!

NOLEGA2-WEB

Lug 6

Abbandona la retta via. Diffondiamo autonomia

Posted on sabato, luglio 6, 2013 in comunicati

StampaIn un giorno di novembre, dopo una lunga estate e un caldo autunno passato tra sgomberi, sperimentazione, repressione ed autogestione, nasceva la Casa Occupata di vico Pellicceria 1. Abbiamo aperto il portone del palazzo per dare nuova vita e un nuovo senso a quella che era la Centrale Sip della Maddalena, ormai chiusa e abbandonata da oltre 15 anni. Ci siamo riappropriati di uno dei tanti spazi lasciati all’abbandono e al degrado perché viviamo l’emergenza abitativa sulla nostra pelle e non vogliamo più pagare affitti esorbitanti per pochi cupi metri quadrati, perché abbiamo bisogno di luoghi per incontrarci, socializzare, giocare fuori dalle logiche del consumo e della movida. Ci siamo presi ciò che è indispensabile per una vita degna di essere vissuta: una casa dove dormire, uno spazio dove vivere in comune, un posto dove organizzarsi per lottare. Ciò che vogliamo è condividere i nostri sogni e bisogni con chiunque li senta propri e abbia voglia di mettersi in gioco in prima persona. Siamo consapevoli che trasformare se stessi, attraverso la relazione con gli altri, sia il primo passo verso la trasformazione della realtà che ci circonda e opprime.

Per questo ci proviamo ed insistiamo nel provarci da anni. L’esperienza di Pellicceria nasce dopo altre occupazioni ed altrettanti sgomberi da parte delle autorità, e dopo il coinvolgimento e l’incrocio di percorsi di decine e decine di persone. Uno di questi sgomberi, quello della casa occupata di via dei Giustiniani 19, ha portato a qualcosa di più delle solite denunce: 4 arresti e 7 obblighi di firma in commissariato nel dicembre scorso. Se il tribunale del riesame ha deciso di rilasciare i compagni agli arresti, oggi, dopo 7 mesi, grazie all’insistenza del procuratore Scolastico, dovrà nuovamente pronunciarsi su questa situazione, con la possibilità che chi era ai domiciliari ci ritorni.

Di solito, dopo uno sgombero, gli occupanti se ne vanno. A volte occupano altrove, a volte si scoraggiano. Gli sgomberi servono a quello, sono operazioni politiche, come ogni operazione di polizia. Appena un’esperienza di vita prende troppo corpo, troppa consistenza, appena diventa anche solo un pochino pericolosa bisogna tagliarle la testa.

E quindi manganellano gli studenti in università, negano l’acqua a chi resiste sul tetto, buttano giù le scale, pisciano nelle stanze, come successo tre settimane fa a Milano, sporgono denunce, fanno partire processi infiniti. Lo chiamano “ripristinare l’ordine”, illudendosi, pensando che la situazione dopo uno sgombero possa tornare ad essere la stessa di prima. Ma non funziona mai perché la forza di un’occupazione non sta nelle mura dell’edificio occupato, ma nell’intensità della vita, nello spessore dei legami che gli occupanti costruiscono fra di loro, con gli abitanti del quartiere, con tutti quelli che in qualche modo alzano la testa e si danno da fare per resistere.

Il 18 e il 19 luglio 2013 il tribunale di Genova si pronuncerà nuovamente su arresti e misure cautelari richieste da Scolastico. Invitiamo tutti alle iniziative della casa occupata; ci troverete al cineforum, al coro, in palestra, in libreria, in ciclofficina, in taverna. Vi invitiamo a stare agitati, pur sempre vivaci, presenti nelle prossime iniziative di solidarietà, di lotta agli sfratti e di opposizione agli espropri in Valpolcevera per i cantieri del Terzo valico. Aiutateci a diffondere le informazioni ed il banner che troverete anche sul sito giustiniani19.noblogs.org.

Stiamo agitati.
NON SI PUO’ FERMARE IL VENTO!

Casa Occupata di vico Pellicceria 1
Maddalena Centro Storico Genova

Mar 10

InculArte – bando di satira contro la repressione

Posted on domenica, marzo 10, 2013 in eventi, primo piano

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Bando del concorso:

InculArTe – Occhio vivo e mani alle penne

Un mostro si aggira in città! Nascosto al buio negli antri della burocrazia e del potere, si nutre della nostra libertà, ci risucchia e ci spreme con i suoi tentacoli . Per alcuni è solo una leggenda, ma anni di testimonianze raccolte ci dimostrano il contrario. Ed Egli disse : << …e il suo nome sarà “Repressione”!!>> <<Oh anima del purgatorio>>

Dagli spaventosi racconti dei sopravvissuti comprendiamo la sua enorme capacità di assalire il dissenso. Chiunque potrebbe essere il prossimo!

Con il presente bando vogliamo ,innanzitutto, render note all’intera popolazione l’esistenza e la pericolosità di questo mostro.  Unitevi a noi per sconfiggerlo, partecipando in questa occasione con materiale artistico di vario genere, nella forma divertente e riflessiva della satira.

Soggetto promotore e finalità del concorso

Il soggetto promotore è OCCHIO VIVO che diffonde notizie sulla Repressione e sui suoi mezzi. Difatti, fidi e tentacolari servi impersonati da ambigui e noti personaggi di magistratura e polizia scivolano ininterrottamente sulla loro viscosa bava per le città, braccando e cacciando chi si ribella al loro putrido olezzo.

Con il presente bando viene indetto il concorso “InculArTe – Occhio vivo e mani alle penne”.

Questa prima edizione del concorso si propone di offrire a molti artisti la possibilità di prendersi gioco del grottesco mondo della Repressione e dei suoi mezzi. Desideriamo quindi incoraggiare l’estro dei liberi amanti dell’arte su un vasto tema quale è la Repressione, in ogni sua forma, e sullo sgherro a noi più caro…rullo di tamburi…Don PM Vincenzo Scolastico, per i suoi esilaranti trascorsi e l’attuale cautelare interessamento con cui ha lusingato i dissidenti genovesi.

Partecipazione

-Possono partecipare artisti e non di tutte le età,  singoli o in gruppo, con opere di qualsiasi natura legate ai temi sopra indicati.

-Le opere verranno accettate a condizione che abbiano come obiettivo: seppellire la Piovra Repressione con una risata!

-Non verranno premiati gli artisti ma i loro frutti.

-Si consiglia, per evitare eventuali futuri scherzi dei detrattori, l’uso di pseudonimi.

Termini e modalità di partecipazione

Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 10 del mese d’aprile,  possono essere consegnati di persona tutti i giorni feriali (Sabato escluso) dalle 18.30 alle 20 presso la Casa occupata di Vico Superiore di Pellicceria 1, o il Centro di Documentazione Il Grimaldello di via della Maddalena 81r, per via telematica all’ indirizzo occhiovivo@autoproduzioni.net, per via aerea o per via sotterranea.

Esito del concorso e Premi

Ad Aprile, durante la grande Festa Contro la Repressione in Val Polcevera, verrà premiata l’opera più rappresentativa dalla nostra super giuria. Tutti i concorrenti vedranno comunque esposto in quell’occasione il loro materiale, nonché saranno premiati con la pubblicazione delle loro opere in una rivista auto-prodotta, diffusione on-line e affissione muraria, a carico degli organizzatori.

 

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scolasticoAllegato 1

Don Vincenzo, Baciamo le Mani!

Magistrati omertosi e immobilismo giudiziario contraddistinguono la Procura e la Direzione Distrettuale Antimafia del pm Vincenzo Scolastico a Savona, prima di esserne allontanato.

Con Vincenzo Scolastico a capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Savona l’asse ‘Ndrangheta-Cosa Nostra” era totalmente libera di gestire tutto il territorio ligure. La DDA di Genova, stranamente, non ha mai avviato nessun provvedimento, né perquisizione, né sequestro a carico dei soggetti coinvolti in attività criminali di stampo mafioso, che agivano nel territorio ligure, indicati dalle Procure di Sanremo, Milano, Torino e Reggio Calabria. Dalla DDA il silenzio.

“In particolare l’allontanamento di Scolastico sarebbe legato all’inchiesta sul presunto complotto organizzato dall’imprenditore Gino Mamone che avrebbe tentato di corrompere il presidente dell’Associazione magistrati in Liguria, Francesco Pinto. A gestire quel fascicolo era stato appunto Scolastico e Pinto ne fu tenuto inizialmente all’oscuro. Carte scottanti rimaste a lungo sulla scrivania di Scolastico, all’insaputa del collega, che hanno finito per generare dissapori” (Genova24.it).

Allontanato non Cacciato

Così ad oggi, Vincenzo Scolastico lo ritroviamo riciclato a Genova con l’intento di coordinare un pool di magistrati che con lui si occupano a tempo pieno di criminalità organizzata, di ordine pubblico e di repressione politica. Con particolare attenzione sembra dedicarsi ad un gruppo variegato di persone che nell’ultimi anni ha occupato case e spazi sfitti nel Centro Storico del capoluogo, cercando di dare il proprio contributo alle contestazioni degli studenti, dei lavoratori e alle lotte per la difesa del territorio.

Don Vincenzo ha adesso il compito, in evidente coerenza coi suoi trascorsi, di dirottare le attenzioni e le energie di altri magistrati della procura per seguire le lotte di chi cerca realmente di sanare le necrosi create dagli apparati di Stato.

Certo è più semplice approfittare dei media e dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica verso l’evidente fenomeno di conflitto e tensione sociale che verso qualcosa di più “sommerso” e invischiato col potere istituzionale.

Equiparando il conflitto sociale alla criminalità organizzata e attribuendo al dissenso politico le caratteristiche di un sodalizio delinquenziale, continua ad oggi da parte di Scolastico e del suo pool l’accanimento su una ristretta lista di “nomi noti”, intesi come capro espiatorio, che col tempo sembra destinata ad accrescersi. Nell’uso sistematico di forme di limitazione delle libertà individuali, decontestualizzando episodi e gesti e proponendoli al vaglio di codici che nella maggior parte dei casi sono di origine e datazione fascista (Codice Rocco), appare invece sempre più un attacco inteso a colpire e “rieducare”, più che gli atti in sé, il pensiero dissidente.

Fonti: www.casadellalegalità.info, www.francescozanardi.org, www.ilsecoloxix.it., www.genova24.it.

 

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Allegato 2

Tessiamo una rete contro la repressione

La prima apparizione pubblica a Genova del neo redento pm Scolastico, nelle vesti del boia reazionario, l’abbiamo nel 2010 in occasione del rinato movimento studentesco, culminato con la “sommossa” del 14 dicembre romano. In quell’occasione, in seguito ad una serie di manifestazioni concluse con cariche delle Forze dell’Ordine ai danni di un movimento radicalizzato nelle pratiche antiautoritarie, compariva sulle veline giornalistiche come paladino dell’Ordine e futuro persecutore di certe dannose e crescenti infiltrazioni di “stampo anarchico” nelle manifestazioni politiche.

Da quei giorni sono successe molte cose. Di sicuro nel giro di due anni si sono potuti vedere i frutti delle sue attenzioni preponderanti su questa galassia di giovani e meno giovani. Dal 2012 inizia a stringersi la maglia della repressione su alcuni “noti agitatori” genovesi. Tanto per cominciare, vengono introdotte per cinque compagni misure cautelari consistenti in obblighi di firma e/o obblighi di dimora notturna e nel comune di Genova. Tre di questi accusati della partecipazione agli scontri sotto la Prefettura nel 2011, al fianco degli operai di Fincantieri, in difesa del loro posto di lavoro; gli altri due accusati di essersi opposti ad un controllo da parte di una ronda di carabinieri e alpini. In realtà per tutti e cinque i reati contestati si dimostreranno presto un pretesto per punire una condotta più generale di vita, un pensiero politico dissidente. Guarda caso in quei mesi l’occupazione del palazzo in via dei Giustiniani 19 aveva ridato slancio all’autogestione e alle lotte per la casa, anche a Genova come contemporaneamente nel resto d’Italia. Inoltre i primi mesi del 2012 avevano segnato la generalizzazione a Genova, come in molte altre città, della lotta contro il TAV.

Dunque era comprensibile fin da subito l’intento della Procura di colpire pochi per educare molti. Inizialmente con un basso profilo che non ha destato l’allerta adeguata, nonostante la pericolosità dell’escamotage che ha introdotto una sorta di DASPO anche per le manifestazioni politiche. Con questo Genova è sembrata un vero e proprio banco di prova per tagliare le gambe in silenzio alle rinvigorite movimentazioni in Italia contro crisi, austerità e grandi opere. Scolastico rispondeva così agli appelli dei Ministri degli Interni, Maroni prima Cancellieri poi, dribblando gli appunti della magistratura sull’anticostituzionalità di un simile provvedimento. Da una parte questo para-Daspo ha permesso di tenere lontani i compagni sotto misura cautelare, un po’ come gli ultras degli stadi, da alcune manifestazioni ritenute “a rischio incidenti”, spostandogli le firme nel medesimo lasso temporale del corteo. D’altra parte le misure repressive stesse, con la connessa minaccia di inasprimento se ritenute insufficienti, volevano bastare come deterrente per recuperare un certo stile di vita considerato delinquenziale. Questo sarà chiaro a fine anno con gli arresti, intesi come aggravamento della custodia cautelare, conseguenti allo sgombero della casa occupata.

Quattro dei cinque vengono arrestati per la vivace, naturale, nonché limitata, reazione alla chiusura forzata con lamiere del palazzo che aveva visto intrecciarsi le loro lotte e le loro vite. Sedici giorni di domiciliari per loro, più l’aggiunta di altri sette nomi agli obblighi di firma. Il riesame in Tribunale sancirà in breve la loro scarcerazione e il proscioglimento dalle misure per altri tre. Ma non finisce qua. Mentre sette di loro continuano a firmare, anche due volte al giorno, e il grosso dei loro averi continua ad essere sotto sequestro nel palazzo, il don Pm ricorre il 19 Marzo 2013 alla Cassazione romana e all’avvio, in tempi record per la burocrazia italiana, di vari altri processi, di cui alcuni contro il movimento studentesco del 2010.

Gli esempi appena citati sono solo alcuni tasselli di un elenco di provvedimenti nei confronti di questa galassia genovese, definita con pressappochismo area anarco-insurrezionalista. Da non dimenticare la lunga trafila di Avvisi Orali per la Sorveglianza Speciale inaugurata nel 2009, e legittimata dal vigente Codice Rocco di mussoliniana memoria; la raffica di Fogli di via e arresti contro l’opposizione al TAV ordinata nell’ultimo anno dal pm “democratico”, nonché cosiddetta “toga rossa”, Caselli; gli arresti con accusa di Devastazione e Saccheggio per il 15 ottobre romano, e l’arresto del redattore di un blog sulle campagne di solidarietà ai prigionieri. Che dire, sembra arrivata l’ora di resistere, di stringere i denti e organizzarci insieme contro la piovra Repressione. Domani potrebbe toccare ad uno di voi. Stiamo agitati.

 

PDF _ leggi, stampa, diffondi:  Bando – InculArte – Allegato1 – InculArteAllegato2 – InculArte

 

InculArTe – Occhio vivo e mani alle penne

occhiovivo@autoproduzioni.net * info: giustiniani19.noblogs.org

Feb 9

Contro la repressione @ Insurreale

Posted on sabato, febbraio 9, 2013 in eventi

insurreale

Dic 17

Misure repressive contro 11 compagni

Posted on lunedì, dicembre 17, 2012 in comunicati

Stamattina, 12 dicembre 2012, alle ore 7 sono state notificate a 11 compagni di Genova una serie di misure cautelari (4 arresti domiciliari e 7 obblighi giornalieri di firma) con il pretesto di aver partecipato alle proteste per lo sgombero della Casa Occupata Giustiniani 19 avvenuto quest’estate.

Un chiaro pretesto, fondato su “accuse” ridicole (insulti gridati agli sbirri, sputi), ma che mira a colpire le persone che si sono spese più attivamente nelle lotte.

A chi spera di intimorirci, indebolirci e frammentarci con queste misure diciamo che non ci fermeranno mai: di fronte alle vostre misure, dettate dalla paura di ciò che possiamo fare e stiamo facendo, diciamo che continueremo ancora e ancora a lottare per la libertà.

Solidarietà ai compagni e alle compagne colpiti dalla repressione!

compagne e compagni genovesi

Nov 10

AD OGNI SGOMBERO UNA NUOVA OCCUPAZIONE!

Posted on sabato, novembre 10, 2012 in comunicati

Oggi, nella mattinata del 10 Novembre, alcuni compagni hanno rioccupato per alcune ore lo stabile in via dei Giustiniani 19.

A causa dell’immediato intervento della digos e di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, che non permettevano ai compagni e ai solidali presidianti di avvicinarsi allo stabile, non è stato possibile aprire e liberare dalle lamiere l’edificio sgomberato lo scorso 7 agosto.

Adducendo la motivazione dello stato di sequestro del palazzo, il PM Scolastico ha disposto immediatamente l’ordine di sgombero e d’arresto dei compagni.

Dopo lunghe trattative, mirate a garantire l’incolumità degli occupanti e il recupero delle attrezzature, la casa è stata abbandonata e i ragazzi all’interno identificati.

Non intimiditi/e da questo atto repressivo, poche ore dopo abbiamo occupato un palazzo di proprietà della Telecom in Vico Superiore di Pellicceria 1 (dietro il coro di San Luca). All’interno di esso verrà portato avanti il progetto di autogestione e le attività sociali che avevamo intenzione di riavviare nello spazio di Giustiniani 19.

Nei prossimi giorni vi aggiorneremo su assemblee ed iniziative. Lo spazio è aperto a nuove proposte.

Nessuno sgombero fermerà la nostra lotta. Da oggi ci troverete nella nuova occupazione e, come sempre, in ogni situazione di conflitto sociale.

 

UNITI/E CONTRO LA REPRESSIONE,

OCCUPAZIONE E AUTOGESTIONE.

 

Le/gli occupanti di Vico Superiore di Pellicceria 1