Novità dalla Lanterna [sperimentazioni repressive]

Periodo di intensa attività quello della Questura e dei Carabinieri di Genova; il procuratore Scolastico, insediatosi l’altr’anno, ha dato un’accelerata a tutti i procedimenti giudiziari in corso, occupandosi esclusivamente di lotte e movimenti. I numerosi momenti di conflitto che si sono evoluti a Genova negli ultimi due anni, dalle lotte studentesche del 2009, passando per gli scioperi generali fino alle ultime mobilitazioni NOTAV, evidentemente non sono andati giù alla solerte Questura genovese. Assai numerose quindi le denunce piovute dopo ogni uscita in strada che hanno colpito le diverse realtà. Da quanto si apprende dai giornali, i questurini non sembrano lesinare provvedimenti neanche per le ultime manifestazioni NO TAV a Genova, che hanno visto scorrere, dalla cacciata di Moretti alla festa PD fino ad oggi, partecipati cortei, blocchi stradali e ferroviari, presidi, iniziative e numerosi saluti sotto il carcere di Marassi dove era detenuto Gabri.

Nel mese di marzo sono state quindi emesse un totale di 6 misure cautelari e 2 avvisi orali. Alcune riguardo agli scontri tra operai e forze dell’ordine sotto la prefettura il 24 maggio scorso: a tre persone è stato applicato l’obbligo di firma due volte al giorno in questura e con divieto di partecipazione a cortei, presidi e manifestazioni politiche. In virtù di ciò, saranno obbligati a firmare durante queste occasioni. Ecco così che il DASPO esce fuori dalle curve degli stadi e approda in contesti di piazza e di lotta sotto le vesti di un provvedimento giudiziario della stessa natura, concretizzando così la volontà degli organi istituzionali e polizieschi di estendere la strategia repressiva testata sugli ultras. Inoltre dal 5 di marzo, in seguito a una situazione di strada determinata da una pattuglia di carabinieri e alpini che stavano effettuando un controllo nei vicoli, tre persone sono state sottoposte ad obbligo di dimora a Genova con divieto di allontanamento notturno da casa dalle 19.30 alle 7.30. Ad una di queste la misura è stata ridotta a tre firme settimanali, e agli altri due dopo venti giorni è stato notificato anche l’avviso orale. Così, tanto per far comprendere quanto vale la posta in gioco.

Mandiamo un saluto affettuoso a tutti i compagni inguaiati con la legge, ai NOTAV ancora prigionieri e sottoposti a misure cautelari e ai ribelli di ogni sorta e di ogni luogo, rilanciando un “AVANTI TUTTA!”

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